2018 – C’era Una Volta

Mercoledì 8 agosto 2018…

Tanti fortunati saranno in spiaggia con palette e secchielli a costruire TORRI,
Altri saranno nelle città d’arte a visitare le TORRI dei castelli
Altri a scarpinare per raggiungere TORRI di montagna
E altri ancora a lanciare una palla, spingere una “bala” o camminare su un troppolo con La TORRE addosso…

Per tutti tra ventidue giorni sarà #Palio2018!

Così per accompagnarvi alla partenza abbiamo pensato di regalavi ogni giorno un ricordo di quanto di più strano e divertente è successo negli anni nel nostro rione.

Se avete altri aneddoti da suggerire potrete aiutarci ad arricchire la nostra raccolta.
Sarà un piacere accompagnarci al 30 agosto! State con noi per scoprire cosa…

“C’era Una Volta…”

Non mancate al primo appuntamento di domani!

Forza Torre!!

 

09 Agosto 2018

Correva l’anno 1980…in occasione della giornata dell’addobbo che introduceva la sfilata, ogni rione cercava di mettere in luce le proprie abilità.
Il rione La Torre, nella persona di Carlo Talamone, ebbe la folle idea di ispirarsi alla cultura giapponese legata agli origami ed in particolare all’airone.

La leggenda racconta che l’airone, simbolo di longevità, può vivere fino a mille anni, e che a chi piegherà 1000 aironi, salute, felicità e prosperità saranno loro accordate dagli Dei.

Avete capito bene, 1000 aironi!

Augusta Volontè (che vediamo impegnata nella realizzazione dell’opera nella foto) coinvolta da Carlo si trovò quindi di fronte all’abominevole richiesta.
Venne subito formata una squadra composta da una decina di volontari che per oltre un mese si incontrò presso il centro civico tre sere alla settimana per realizzare tutti gli origami richiesti.
Il gruppo andò oltre alla richiesta iniziale, vennero realizzati 1000 aironi (in giapponese Orizuru) colorati collegati tra loro dai rami di un albero (Visibili nella foto) realizzando quindi un Senbazuro che in giapponese significa proprio 1000 Aironi; e poi instancabili continuarono con la produzione, questa volta tutti bianchi e di formato gigante… pensate che ogni singolo pezzo venne realizzato utilizzando un cartoncino da 70x70cm.
Tutti gli aironi bianchi vennero poi appesi in una sola notte, lavorando letteralmente dal tramonto all’alba, per addobbare il cielo di via san Bartolomeo dando vita ad un effetto fantastico che ancora oggi le persone che lo videro ricordano vividamente.

Il Rione aveva letteralmente preso il volo!

… “Chiunque piegherà 1000 gru di carta vedrà il suo desiderio più caro esaudirsi”.

Non sappiamo quale fosse il desiderio segreto chiesto dai realizzatori dell’opera… ma “casualmente” l’anno successivo il Rione La Torre vinse il Palio.

 

10 Agosto 2018

Il treno! Che meraviglia… grande fascino, grandi epopee, grandi storie… oggi quasi non ce ne accorgiamo; anzi, spesso è considerato mezzo di secondo livello e parte integrante dello stress quotidiano;
eppure il treno a Mozzate è una storia lunga quasi un secolo e mezzo che il Palio ha saputo celebrare e tenere viva!
Tutto nasce il 7 dicembre 1882 quando l’allora consiglio comunale, al termina di una vivace (narrano le cronache del tempo) seduta, delibera di aderire mediante versamento di 10.000 Lire alla progettazione della costituenda ferrovia Saronno-Malnate e, di conseguenza, alla costruzione di una stazione.
Il 14 agosto 1884, al traino della locomotiva “Lomazzo” della Maschinenfabrik Esslingen, entra in Mozzate il primo treno della storia… e che storia! Ci pensate da allora quante persone sono arrivate da noi percorrendo quei binari? Persone da tutta Italia e ora mozzatesi doc da qualche generazione!
Ora la nostra storia si sposta al 1982: proprio per celebrare il centenario dell’adesione alla ferrovia, l’allora Convocato fa arrivare, in una soleggiata domenica di settembre, un convoglio composto da Locomotiva a vapore FNM 200 e da tre vagoni che viene accolto ancora una volta da una Mozzate in festa.
Non finisce qui: il 2013 assegna al nostro rione lo sviluppo del tema Fantasy e il treno grazie alla saga di Harry Potter assurge nuovamente a protagonista! Sempre settembre, sempre giornata di festa, sempre centinaia di persone, ancora una volta una grande emozione.
Cambia il contesto (dai pesanti abiti ottocenteschi, a quelli della tradizione italiana dell’82 ai personaggi avvolti nel mistero del 2013), ma il treno è sempre magico e chi se non La Torre con Harry Potter poteva ricordarcelo?!

Piccola curiosità: i due locomotori a vapore benché apparentemente simili sono di due modelli differenti FNM 200 nel 1982 e FNM 240 nel 2013, sono invece identici i vagoni che hanno trasportato.

 

11 Agosto 2018

Alzi la mano chi non conosce Cenerentola!
Chi non l’ha mai sentita nominare? chi non ne ha mai letto la fiaba? Chi non ha mai visto il film o raccontato ai propri figli la storia?
La scarpetta, il principe, buoni e cattivi, le metafore proprio della vita… ma si sa, le storie generano storie e per noi torriani Cenerentola… e in particolare la sua carrozza è quasi una maledizione!!
Succede che nell’edizione del 2010 il tema del palio sia le fiabe Disney… e cosa capita al nostro rione?

Bene avete già capito!

Ragazzi per rappresentare Cenerentola non possiamo fare a meno di realizzare la carrozza…
Luca inventa, Bruno salda, Stefano dipinge, Cinzia decora, Vale come al solito fa sembrare semplice ciò che semplice non è. Ritmi frenetici ma la sfilata è a metà settembre, tempo ce n’è. Si lavora e la carrozza è pronta e splendente: ma la matrigna – lei! Ne siamo sicuri – si mette di traverso… la sera prima all’asilo Lina e Rosa va in scena una rappresentazione teatrale per bambini… la carrozza serve quindi, attaccata a due cavalli, parte in direzione giardino dell’asilo.
Il cancello è stretto, i cavalli passano ma non avendo sensori di parcheggio stringono la curva e…
Il danno è fatto! La fiancata in gesso è andata in pezzi..
Per la serata si tampona girandola nel lato buono ma tra poche ore la carrozza deve sfilare.
La rappresentazione termina tra mille pensieri e non appena il pubblico si allontana si organizzano i lavori di riparazione.
Stucco, cazzuola, spatole, pennelli, colore, ansia, corsa contro il tempo… prima di colorare deve asciugare lo stucco, qualcuno dice:”non asciugherà mai, bisogna aiutarlo!” ecco arrivare Cristina con gli asciugacapelli… ma questa è una di quelle notti che entrano di diritto nella storia del Palio, al sorgere del sole la carrozza è magicamente (beh insomma qui la magia c’entra poco!) a disposizione del cocchiere Mauro pronta ad accogliere Cenerentola.

Passa qualche anno e arriva il 2014… la Swan Dance School propone un saggio a tema Cenerentola, Nadia si ricorda della carrozza e chiede che fine abbia fatto…
Luca apre il suo garage e dice: “ nessun problema se vi serve è qui!”
Arriva la serata del saggio, il copione prevede l’arrivo a teatro di Cenerentola e il suo principe proprio a bordo della carrozza… il tempo passa ma non si vede nessuno, ecco arrivano… ma solo con i cavalli… la maledizione ha colpito ancora…la carrozza si è rotta a metà strada e i pochi minuti a disposizione la rendono irreparabile.

Se qualcuno la volesse usare è ancora disponibile… ma chiaramente a vostro rischio e pericolo.

 

12 Agosto 2018

Acido desossiribonucleico.
Detta così piuttosto insignificante, in realtà fil rouge (molto rouge) di una delle competizioni storiche del Palio: la corsa coi sacchi.
Capita che ai primi inizi anni 80 il Palio stia ancora cercando la propria dimensione e in molti si diano da fare per contribuire a modellare questa creatura; quindi c’è il 50enne elettricista che fa il trampolista, la giovane estetista che spinge una carriola di legno e così via.
C’è entusiasmo.
Poi c’è un fabbro che si sente parte integrante del rione e partecipa alle attività lavorative dei portali e degli addobbi e si mette in gioco anche correndo con un sacco di iuta.
La struttura è giusta: forte, pieno di nervi, ma agile. Il figlio lo guarda, si appassiona (non solo al gioco ma anche alla professione ci dirà poi il tempo), lo imita come i figli fanno coi padri. Data la possibilità di miscelare le varie età, hanno l’occasione di gareggiare insieme: divisa rossa, sacco, l’asfalto della piazza che è un po’ come casa loro. E cosa fanno? Vincono!!
Poi il Palio si blocca, il figlio diventa grande, diventa a sua volta papà, passano trent’anni anni, il Palio si riaccende e i tasselli del puzzle cominciano a riassestarsi… i giochi riprendono, i sacchi riprendono.
Chi partecipa? Figlio e nipote del capostipite! Cosa fanno? Vincono! Ora come allora!
Talento, entusiasmo, imitazione… corsa coi sacchi: DNA di una famiglia e di un rione…
Ladies and gentlemen: I Signori dei Sacchi!! I Borsani!! Nell’ordine Carluccio, Bruno, Christian.

 

13 Agosto 2018

Signori e signore qui non stiamo parlando di oche colorate di legno, e non inizia nemmeno chi con i dadi ottiene il numero più alto…
Stiamo parlando di oche vere, esemplari adulti del peso di oltre 6kg che secondo regolamento dovranno completare un percorso prestabilito trasportando un carrettino di legno legato sulla loro schiena.

Innanzitutto il contesto: siamo al Palio quindi nulla è lasciato al caso; serve per prima cosa un’oca (meglio se residente nel rione) di cui fidarsi, un condottiero che non deve aver paura di nulla e tanto allenamento.

Il primo problema lo risolve l’ex capitano del rione Luigi, fornendo personalmente una delle sue oche, la più maestosa, Carlotta!
Per il ruolo di guida si presentano invece diversi candidati e quindi possono cominciare le difficilissime selezioni.

Data l’eccezionalità della cosa, anche durante le prove la presenza di pubblico è considerevole… dopo i primi tentativi non sempre riusciti di farsi seguire dall’oca senza ricorrere a deplorevoli minacce… non è ancora chiaro chi porterà in gara il magnifico esemplare.
Il problema però incredibilmente lo risolve direttamente Carlotta, l’oca sceglie di chi fidarsi cominciando improvvisamente a seguire una ragazza del pubblico… non ci sono più dubbi, la sua guida sarà Roberta, proprio lei poi… che ha da sempre paura ad avvicinarsi a tutti gli animali con il becco… figuriamoci ad una grossa oca.

Carlotta non vuole sentire ragioni, segue sempre e solo lei!
La scelta è fatta, serve un allenatore che possa seguire Roberta nella sua impresa; chi meglio del papà Gian Giulio può interpretare questo delicato ruolo? Il grande team “padre-figlia” dà del proprio meglio, ma ad essere onesti è facilitato da “Carlotta Rimoldi 7”, antesignana del più famoso CR7.
Arriva la sera della gara, si sistema il carrettino, una bella spazzolata e siamo pronti! 3, 2, 1, Partiti! Il percorso è impegnativo: avanti, indietro, ostacoli… Roberta dolcemente la sprona, Carlotta sa il fatto suo.
Finale già scritto! La corsa con le oche si tinge di biancorosso!
Mentre gli altri rioni procedono a rilento urlando e minacciando le bestie, Carlotta percorre l’intero percorso fiera e precisa come fosse a passeggio!

E come già successo una volta nei pressi del Campidoglio anche questa volta un’oca si rende protagonista di una schiacciante vittoria.

 

14 Agosto 2018

Acqua, in una sola parola sono racchiuse così tante sensazioni da togliere il fiato…
benessere, sviluppo, forza devastante, fascino, sollievo (ad agosto poi…), arte, Vita e altro ancora.

Si ma come la si rappresenta quando coincide con il tuo tema del palio?
Semplice! Cercando di incuriosire ed emozionare.
Si comincia ad aprile con i bambini in Villa Scalabrino: esperimenti, curiosità e un po’ di magia utile per farli addirittura camminare sul fluido senza affondare…
Poi a giugno Piazza S. Alessandro illuminata dallo spettacolo delle fontane danzanti, emozionante e anche un po’ thrilling per gli organizzatori… considerato che fino a poche ore prima non si parlava di acqua ma di acquazzone!
E poi il clou… cosa si porta in sfilata?
Barche? Ok… Sirene? Van bene… Surfisti? Si può fare… Creature degli abissi? Dentro pure loro.
Ma cosa non può mancare? Lei! L’acqua!!
Apriamo gli idranti, chiudiamo i tombini, creiamo un fiume vero e proprio e in un attimo, idealmente ma non troppo, il Bozzente, il Gradaluso, il Fontanile e gli altri piccoli corsi d’acqua che nei secoli hanno dato vita a Mozzate si materializzano da via Figini alla Piazza!
Qualche numero? 1 idea folle, 6 mesi di progettazione e discussioni, 1 simulazione, 50 litri di scetticismo, 1 idrante, 3-4 atmosfere di pressione, 7.000 litri utilizzati per le fontane, 30.000 litri per la vasca da immersione nella piazzetta “del Belli” e altri 3.000 per creare il magico effetto in piazza…
Ma attenzione però! contrariamente a quello che facilmente si possa pensare oltre il 95% dell’acqua è tornato in falda quindi zero spreco!

 

15 Agosto 2018

 

16 Agosto 2017

Passato bene il Ferragosto? Riposati?

Bene! Perché oggi si fa di conto! Prendete lapis e un foglio di carta quadrettata che cominciamo. Analizzeremo insieme il nostro bilancio…

“secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni di diritto tributario, le associazioni devono…”

Ma no dai! Tranquilli… abbiamo recuperato il bilancio rionale della primissima edizione del Palio, sono passati quasi quarant’anni… roba da Archivi Vaticani, e ci siamo divertiti ad osservare qualche curiosità:

• Negozi: chi si ricorda della cartoleria “Il Semaforo” o del fotografo Donà?
• Costumi: nel 1979 si acquistava già dal mitico Ciapessoni di Gerenzano e questo sarà il primo anno in cui andremo altrove dopo la chiusura della pluriennale attività
• Gonfalone: ma lo sapete che è lo stesso che usiamo ancora oggi? Pesantino eh, ma indubbiamente 100.000 lire ben spese!
• Gadget: agli albori avevamo magliette e cappellini… oggi magliette, felpe, canottiere, polo, spille… mica male, ma se avete una maglietta vintage custoditela gelosamente: le 3.000 lire dell’epoca sono sicuramente state un grande investimento.

E poi… chissà quanti altri ricordi potranno riaffiorare da un po’ di numeri sparsi su un pezzo di carta! Potere del Palio!

 

17 Agosto 2018

Palio e Teatro.
Due attività, due movimenti, mosse da un unico motore, la passione.
Quasi andando a braccetto hanno scandito la vita mozzatese degli ultimi 40 e più anni (la tradizione teatrale è ben più lunga) e spesso, a fasi alterne, si sono intersecate.
Così è accaduto nel 1982, con il treno, l’immigrazione e l’accoglienza a fare da filo conduttore.
La compagnia “Amici del Teatro”, in collaborazione coi rioni, strutturò e portò in scena la storia di un nonno mozzatese, Bartolomeo, che racconta alla nipotina Maria l’arrivo del treno a Mozzate carico di tante persone provenienti da regioni diverse che lasciano una terra lontana ma portano con sé usanze e tradizioni. La nipotina che si appassiona della storia, poi cresce e diventa la sposa di Pasquale, un simpatico abruzzese!

E ancora una volta emozioni e curiosità…
Il semplice titolo: “Collage per un gabbiano” qualcuno si ricorda il nesso con il tema?
Collage ci fa pensare all’intreccio di tante storie ognuna custodita da una persona diversa, il gabbiano invece ci piace immaginarlo intento nei suoi lunghi voli attento osservatore di un’Italia che dall’alto sembra più piccola quindi più vicina.
Il teatro venne fatto sul campo da calcio dell’oratorio all’epoca ancora in terra e spesso destinato ad eventi del genere.
La partecipazione straordinaria di Don Dino (lui ve lo ricordate eh?!) tra gli attori!
L’incredibile numero dei partecipanti… pensate che lavoro per i registi!
E poi scorrere l’elenco degli attori e delle persone coinvolte nella realizzazione. “Ritrovarne” alcune è davvero un’emozione forte che vogliamo condividere con voi.

 

18 Agosto 2018

Sapete perché il nostro rione ha scelto come colori il bianco e il rosso?

Nessun problema… a questa e a tante altre curiosità rispondiamo noi… anzi, risponde direttamente il primo capitano del nostro rione all’interno di un’intervista fatta da un curioso cronista dell’epoca…

 

19 Agosto 2018

L’ultima Cena, 1495-1498, Leonardo Da Vinci, Milano
L’ultima Cena, 1986, Rione La Torre, Mozzate

Beh, non è certo nostra intenzione essere presuntuosi o contrariare il Maestro, ci mancherebbe… però non si può negare che nel 1986, epoca in cui oltre ai giochi e all’assalto al castello ci si sfidava anche nella gara di addobbo, La Torre strutturò un capolavoro.

Il tema era: il 1400 e Leonardo da Vinci

Si pensò di creare una rappresentazione, incredibilmente fedele de “L’ultima Cena”, realizzata davanti a Villa Cornaggia, questa volta però non fu la mano di un pittore a rappresentare i personaggi, ma furono i personaggi stessi a rappresentare l’opera.
Come?
Un palco aperto solo sul fronte e addirittura dotato di copertura per rendere al meglio l’idea di un vero e proprio dipinto; i contradaioli nel ruolo degli apostoli… e poi la grande capacità interpretativa: i figuranti stettero completamente immobili per oltre 15 minuti per permettere alla giuria di valutare al meglio il ritratto e agli spettatori di godersela in tutta la sua bellezza.
La maniacale cura dei particolari, la sacralità della scena, l’attinenza di ogni singolo personaggio a quello reale valse un eccezionale riscontro da parte dei mozzatesi, ma incredibilmente non fu sufficiente per completare il “triplete” di successi alla gara di addobbo.

Quest’anno, complice il tema dei Medici e l’inevitabile commistione con Leonardo, troveremo il modo di offrire qualche spunto per celebrarlo al meglio.
Non vi resta che aspettare qualche settimana per scoprire come!

 

20 Agosto 2018

Signori e Signore, 10 giorni al fischio d’inizio del Palio 2018.
E noi, sempre in vena di amarcord, siamo andati a scoprire cosa è successo nella primissima edizione.
Come sempre, un piccolo foglio di carta ingiallito, ci svela parecchie curiosità ad esempio vincitori e classifica e con un occhio di riguardo ai giochi ormai sostituiti…
Il calcio ad esempio, non più praticato in ambiente Palio ma ovviamente catalizzatore quotidiano per tantissimi; le carriole o i trampoli, protagonisti anche nella “nuova era”; i giochi della tradizione popolare come la dama o la scopa liscia oppure i giochi dalla grande capacità aggregativa a tutte le età come il biliardo o le bocce.
Cosa dite? Ci eravamo comportati bene nell’edizione inaugurale?
Faremo del nostro meglio anche quest’anno…. Palio 2018 stiamo arrivando!

 

21 Agosto 2018

Diceva Moliere: “Grande è la fortuna di colui che possiede un buon vino e un buon amico”

In queste parole sembra racchiuso lo spirito del palio… nato da un gruppo di amici che, riuniti nelle osterie o a casa di questo o quell’altro all’ombra di una buona bottiglia e desiderosi di donare a Mozzate un evento un po’ speciale, accesero la miccia.

Fortuna volle che all’interno del nostro rione facesse parte una famiglia la cui attività era la produzione di vino con uve coltivate in proprio nel “tacco dello stivale”.
Quale migliore occasione quindi per miscelare amici, vino e palio?

Nel 1980 furono così create bottiglie di apprezzato vino “La Torre”, con ricercate etichette alcune dalla grafica ancora attuale e alcune più rudimentali ma i cui bozzetti riemersi dalla “cantina” di qualche storico del Rione trasudano ancora passione.

Le bottiglie vennero poi esposte e vendute all’interno di una bottega “La Briosca Del Giocà” costruita dal nulla in un piazzale in occasione della giornata dell’addobbo… ma di questa parleremo un altro giorno

Qualche piccola nota:

• I bozzetti ci ricordano l’utilizzo di curiosi formati ormai in disuso da 72 cl invece degli attuali 75
• Il vino fu messo non solo in bottiglie ma anche in piccole anfore di coccio
• L’avrete capito tutti ma, nonostante l’opera di restyling interna ed esterna e il “taglio” più raffinato, l’attività citata continua con la stessa passione e con lo stesso sostegno di un tempo.
• La foto della bottiglia (ancora piena) è stata fatta questa mattina grazie a chi nel tempo si è preso cura di conservarla.

Altro? Ah sì… in alto i calici e brindiamo insieme al Palio!

 

22 Agosto 2018

Ci sono dei luoghi che quasi per caso sono diventati snodi fondamentali nel corso della storia…
Pensiamo alla cappella di San Giorgio, all’interno del castello di Windsor, nei secoli cornice di svariati matrimoni reali che hanno sancito proficue alleanze…

Se volessimo pensare ad un luogo simile all’interno del nostro rione non potremmo che arrivare alla Chiesetta di S. Bartolomeo.

Nel 1983 fu il Conte di Almaviva che, con l’aiuto del buon Figaro meglio noto come “Il Barbiere di Siviglia”, riuscì a coronare il proprio sogno d’amore con la bella Rosina dopo aver superato una serie infinita di peripezie e sotterfugi!

A 35 anni esatti da quel fatidico “sì” ecco riproporsi l’occasione, sempre nella medesima Chiesetta, di festeggiare l’unione tra l’astro più luminoso del rinascimento italiano, Lorenzo Dè Medici detto il Magnifico e la sua meravigliosa sposa Clarice Orsini.

Uno dei matrimoni più sfarzosi della storia, pensate che dopo la pronuncia del fatidico “Sì” avvenuta il 4 giugno 1469 si banchettò per tre giorni, vennero uccisi 150 vitelli, 4.000 capponi e svuotate molte botti di vino toscano e non; gli sposi e gli invitati si deliziarono con 17 quintali di dolciumi e confetti.

Non perdetevi quindi l’occasione di rivivere dal vivo questo evento unico!
Domenica 9 settembre alle ore 12:00 celebreremo in pompa magna un matrimonio che avrebbe fatto impallidire William e Kate.

Vi aspettiamo numerosi e… Che la festa cominci!

 

23 Agosto 2018

Gli italiani sono famosi nel mondo per la loro arte e il loro ingegno: vero e proprio marchio di fabbrica.
I mozzatesi sono altresì identificati per la loro laboriosità: non è un caso che lo stemma comunale sia impreziosito da tre api d’oro o che vi siano simboli associativi che riprendono l’operosità delle api stesse.
Aggiungete un briciolo di sana competitività paliesca e di voglia di stupire ed ecco prendere vita opere sensazionali.
Ma come nascono queste opere? Che lavoro c’è alle spalle?
La nostra ricerca tra le cronache del tempo oggi ci riporta a due capolavori torriani del “primo Palio”: il peristilio e la torre con la meridiana. E ancora una volta grazie alla cura e alla pazienza di qualche contradaiolo sono addirittura riaffiorati i loro progetti originali, ovviamente realizzati a mano e curati in ogni singolo particolare, testimonianza di grande impegno, professionalità e attenzione ai dettagli!

Il peristilio con le colonne rivestite in gesso e poi sagomate con un utensile appositamente costruito per renderle uniformi, i capitelli ben proporzionati e modellati ad uno ad uno.
L’imponente torre simbolo rionale, a svettare quasi fin sopra le nuove costruzioni, con la meridiana dapprima studiata in modo certosino e poi realizzata fedelmente dai mastri artigiani.
A fare da corollario lo splendido villaggio, realizzato dal nulla dove trovava posto anche la famosa “Briosca del Giocà” dove veniva venduto il famoso vino rionale di cui abbiamo già parlato.

Ora come allora, ogni volta che ci si cimenta nella realizzazione di una nuova opera, occorre mettere d’accordo razionalità e follia, spesso ci si dimentica che servirà purtroppo solo per qualche giorno, e si realizza come se dovesse resistere a tutto per anni, impegnando la contrada per mesi… quando si arriva alla fine stremati non è difficile ascoltare qualche esternazione del tipo “Mai più un lavoro simile!” ma la gioia che solo il lavorare insieme può dare e la grande soddisfazione nell’averla realizzata ripaga poi di tutti gli sforzi e fa si che anche l’anno successivo si possa ricominciare con lo stesso entusiasmo.

 

24 Agosto 2018

Tra i grandi risultati del Palio degli Anni 80 c’è stato quello di aver condotto all’apertura della famosa “Università di Ingegneria Civile Torriana”.
A testimonianza dell’eccellenza del progetto accademico, gli studenti laureatisi presso il famoso ateneo, per ovvia e doverosa riconoscenza nei confronti dell’Alma Mater, si resero protagonisti della creazione, e del relativo trasporto “in sicurezza” di notevoli esemplari di Megastrutture.
Fu così che gli ingegneri biancorossi decisero di andare sulla Luna… nel 2011 una copia fedele del Lem, la famosa navicella che accompagnò Armstrong, Aldrin e Collins sul nostro affascinante satellite, sbarcò nelle vie del centro dopo mesi di progettazioni, officine, laboratori e superando problematiche di trasporto sia a motore che a trazione umana!
Rinvigoriti dal successo ottenuto e desiderosi di spostare i propri limiti come solo i veri inventori sanno fare, nel 2012 venne recuperata, addirittura nel mese di febbraio da un gruppo oratoriano fuori territorio, una gigantesca torta! La stessa fu successivamente trasportata per le strade della bassa comasca in totale ossequio alle disposizioni normative che impongono i limiti di sagoma, movimentata con futuristici sistemi meglio rappresentati in immagine, dissaldata, ovalizzata per essere condotta in sfilata nelle strette vie mozzatesi e quindi risaldata!
Ci scusiamo con tutti per non essere riusciti a documentare lo stupore degli operatori di Polizia stradale al passaggio dei convogli, ma vi assicuriamo che anche in cuor loro sarà partito spontaneo l’applauso per le nostre…. Megastrutture!
A parte agli scherzi… il Lem è ora addirittura conservato presso un noto osservatorio astronomico oltre confine!! Beh, che dire?! Chapeau ragazzi!

25 Agosto 2018

 

Carissimi contradaioli!
Ieri, 24 agosto, era il giorno di San Bartolomeo apostolo. Per tradizione e per la presenza della Chiesetta, egli è un po’ considerato nostro protettore.
E sempre per tradizione, in concomitanza con la festa del Santo, si incomincia a vestire il rione a festa entrando in pompa magna nella settimana che porta all’inaugurazione del Palio.
E allora non esitate, esponete alle finestre, alle cancellate e sui balconi i drappi, le bandiere, i festoni e gli ornamenti utili per abbellire le nostre vie.
Beh… “ça va sans dire”, ovviamente tutto biancorosso!

 

26 Agosto 2018

Domenica… anche Nostro Signore si riposò!!
Quindi godiamoci quest’ultima domenica di relax prima che inizino le due settimane clou dell’anno…
Addobbi, ultimi allenamenti, definizione dei dettagli per abiti e rappresentazioni… e giovedì il Palio scatterà dai blocchi di partenza e il brulichio di gente, il desiderio di competizione e il clima di festa la faranno da padrone.
Buona domenica e buona “siesta” a tutti!

 

27 Agosto 2018

Ma che bel castello!
A Mozzate c’era forse un castello? Qualcuno ha mai notato passando il campo del Palio?
Ebbene sì… chissà in quanti di voi se lo ricordano…non è un caso che se andate a prendere un giornale dell’epoca, l’attuale gioco del palo della cuccagna era denominato “Assalto al Castello”!

Sito davanti alla Chiesa di S. Alessandro, c’era un grande spiazzo (il Campo del Palio appunto) dove era stata ricreata con la solita fantasia e abilità la facciata di un vero e proprio castello!
Lì venivano montati i quattro pali che decretavano il rione vincitore e sempre lì venivano svolte le cerimonie più importanti: inaugurazione, investitura dei capitani, premiazione: proprio come avveniva nei veri castelli medievali!

Cambiata la location, cambiata Mozzate… inalterata la voglia di Palio!!
-3 all’inizio e poi… tutti in Piazza!

 

28 Agosto 2018

Pronta Mozzate?!
Ancora un paio di giorni e inaugureremo la diciottesima edizione del Palio dei Rioni che, come saprà chi ci segue, abbiamo voluto attendere con alcuni curiosi aneddoti.
Ora andiamo ancora più a ritroso…
Ma perché nacque il Palio?

1978: Mozzate viveva un periodo di grande vivacità e, come adesso, aveva un associazionismo spiccatissimo! Le associazioni sul territorio erano tante e ciascuna reclamava giustamente il proprio spazio. Fu così indetta una riunione coi rappresentanti per creare qualcosa che unisse persone, paese, associazioni.
Ovviamente si susseguirono altre riunioni e piano piano prese forma la tipologia di evento in grado di unire sport, cultura e tradizioni…
il Palio inteso come una kermesse di 10 giorni di giochi, feste ed eventi incastonati nella Festa Patronale.

Tra sorriso e nostalgia ecco le 11 associazioni promotrici: Inter club Mozzate, Avicola Suigo, Banda Musicale S. Cecilia, US Mozzatese Calcio-Ciclismo, Associazione Nazionale Alpini Mozzate, Avis Mozzate, Oratorio, Pesca Sportiva Sammartinese, Ciclistica Turconi, G.A.B. Gina, Motoclub Mozzate. E poi altre ancora che, tramite i loro rappresentanti, collaborarono più o meno ufficialmente.
La suddivisione tra rioni fu semplice: come i grandi statisti dell’epoca si utilizzarono le delimitazioni fisiche… ferrovia, Bozzente, Varesina.
Il convocato prevedeva maggiorente, delegati dei rioni ed estimati!

Lezione di storia terminata!
Indossate le divise che tra poco più di 48 ore inizia il divertimento! #Palio2018

 

29 Agosto 2018

Il Re dei giochi. Il protagonista. Il sogno di tutti.
Mesi di sforzi condensati in pochi minuti… signori e signore:
IL PALO DELLA CUCCAGNA
Chi l’ha fatto sa cosa vuol dire.
Disciplina per pochi eletti: fatica, braccia, gambe, resistenza, elasticità, velocità, forza, strategia… una specie di decathlon concentrato in 10 metri di trance agonistica per chi sale e di apnea per chi guarda…. e poi costanza, perseveranza, passione perché quando è finito non è ancora finito… hai le tute da lavare e il “profumo” del grasso da far sparire…spesso una doccia sola non basta…
Le regole sono cambiate strada facendo: negli anni 70/80 l’altezza minima era fissata a 8.85mt e poi un centimetro in più per ogni punto in meno nella classifica dei giochi, adesso altezza minima 9.90mt per chi vince i giochi e poi la bandierina che si alza fino 10,50mt per l’ultimo rione classificato.
Le tempistiche, prima libere (Il primo anno la gara si concluse oltre la mezzanotte…) oggi scandite dagli assalti, 30 secondi il primo e poi gli altri che crescono di 10 secondi ciascuno… con 5 minuti di pausa tra uno e l’altro.
Prima utilizzo di stracci, ora nulla.
Ma è sempre lui, il grasso, il nemico giurato degli atleti.
Lo scenario però è rimasto invariato, 4 pali in contemporanea, evento praticamente unico in zona e non.
Noi l’abbiamo riportata a terra due volte quella maledetta bandiera: 1979 e 1981… le gesta dei vari Ceriani, Ciapparelli, Borsani, Greco sono ricordate ancora oggi a quasi 40 anni di distanza: “sota gh’era ul Batista, l’Antonio al stringeva ul pal cum’è un matt, la bandera l’era ciapà ul Nando!”
Una cosa è certa: l’8 settembre il popolo biancorosso spingerà in cielo i suoi sei ragazzi… poi quel che sarà, sarà.
Come sempre, vinca il migliore!!!
Non diciamo altro… i sogni meritano rispetto, il palo merita rispetto!

 

30 Agosto 2018

Ormai ci siamo…
Tra poche ore si accenderanno i riflettori sulla XXVIII edizione del Palio.
L’avvicinamento è stato per noi torriani un’occasione per trasmettere il senso e la passione che da sempre hanno caratterizzato questa manifestazione… abbiamo ripercorso insieme le origini e i momenti che ancora oggi fanno brillare gli occhi a chi li ha vissuti e soprattutto abbiamo cercato di dare onore al merito ai tanti mozzatesi che si sono spesi per questa manifestazione…
speriamo di esserci riusciti!

Non è stato semplice! Un grazie a chi ci ha dato una grossa mano con la propria memoria storica e passione!

Per chiudere il nostro “C’era una volta”, come in un lunghissimo cambio di testimone, facciamo idealmente passare la fiaccola del Palio dai primi capitani Sandro, Mario, Cesidio e il nostro Luigi ai capitani attuali Walter, Andrea, Antonella e il nostro Gianluca.

Accendete il braciere ragazzi! Che la caccia al Cencio abbia inizio! Che siano 10 giorni di competizione, sport, divertimento, festa e voglia di stare insieme a spasso tra l’Italia delle Signorie e la Mozzate di oggi!

Un grande in bocca al lupo a tutti i rioni… ehhh F O R Z A T O R R E !!!

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